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RSU RAI MILANO Marzo 2008

RESOCONTO INCONTRO: RSU RAI Milano / Direzione Risorse Umane e Direzione Produzione TV

Il 28 febbraio si è svolto un incontro tra RSU Milano/Segreterie Territoriali Lombarde e Direzione Risorse Umane (Flussi)/Direzione Produzione TV (Lorusso Caputi). L’incontro è stato richiesto al Sindacato di Milano espressamente dalla RAI e non sostituisce quello sul Turnover e altri punti (vedi o.d.g.) che è stato spostato dal 6 al 12 marzo p.v.

Flussi – Direzione Risorse Umane

Illustra lo scenario attuale della RAI, a suo dire da un punto di vista più ampio di noi ‘milanesi’. Praticamente illustra il Piano Industriale, precisando alcune cose.

L’azienda RAI SpA (consociate escluse) fattura 3 miliardi di euro all’anno. Spende circa 1/3 per il personale, 2/3 per i costi esterni. Questi ultimi non sono da intendere solo come appalti, ma soprattutto come acquisizione di diritti, fiction, ecc.

Dal 1995 ad oggi non ci sono stati investimenti tecnologici, questo per consentire la parità dei bilanci. In questi anni si è scelto di pagare gli stipendi, a discapito della tecnologia.

D’altra parte l’ultima ‘iniezione’ di denaro da parte dello Stato è del ’90-’91; il cosiddetto Decreto Salva Rai del 1995 si è tradotto in una rivalutazione dei cespiti senza pagare le imposte.

La situazione attuale è che in Rai o aumentano i ricavi o si devono tagliare i costi.

Riguardo l’acquisizione dei diritti delle Olimpiadi da parte di Sky, Flussi asserisce senza mezzi termini che se l’Azienda avesse preso le Olimpiadi, nel 2012 non ci sarebbe più stata la Rai (sempre per questione di costi).

Il suo compito è di mantenere il costo del personale per il 2008 uguale a quello del 2007 (820 milioni di euro).

Per far ciò bisogna innovare il modo di lavorare, e la digitalizzazione fornisce il metodo, ma bisogna rivedere le figure professionali.

Flussi riporta l’esempio dei lavoratori di Rai news 24, assunti dal mercato del lavoro come web-master, che richiedendo l’assunzione hanno evidenziato il problema: come li inquadro? Le figure professionali sono degli anni 80! (sono stati inquadrati come ‘Tecnici Operatori ED’)

A Milano non ci si dovrebbe lamentare più di tanto, perché è stata oggetto di un grosso investimento con la realizzazione degli studi di via Mecenate.

Riguardo la cosiddetta “mission” di Milano, Flussi è consapevole che il decentramento della produzione sia un valore, ma non vede come una reale esigenza stabilire la mission di Milano.

A Napoli c’era realmente il problema, risolto temporaneamente con le fiction. Definire la mission è piuttosto un problema del Centro di produzione di Torino, vale a dire di un Insediamento che sta producendo poco, ma non a Milano.

L’errore di noi milanesi è pensare di fissare gli organici in base alle potenzialità produttive; l’intenzione aziendale è di avere “uno zoccolo duro” di dipendenti a T.I., per poi ovviare ai picchi produttivi con TD e Interinali.

A tal proposito, dà comunque garanzia che da settembre, con le selezioni fatte, non ci saranno più Interinali nelle rispettive figure professionali (a patto che vi sia un congruo numero di idonei e soprattutto che non emigrino in altre realtà lavorative extra RAI in corso d’opera).

Le Selezioni saranno per Tecnici della produzione, Montatori e Specializzati della produzione. Entro marzo sarà pubblicato il bando, in maniera da avere le graduatorie degli idonei a fine giugno. Ci sarà una prima fase di screening dei curriculum, poi una prova con commissione tecnica e 2 presenze sindacali, e poi una valutazione psico-attitudinale, esattamente come per le ultime Selezioni (2004).

Oltre a questo specifico punto la cui discussione era prevista nell’incontro successivo (6 marzo, oggi spostato al 12 marzo), Flussi assicura che la questione relativa all’assunzione di un Tecnico per la Radiofonia è in via di rapida risoluzione, con la proposta alla persona interessata di un Contratto T.D. “compromesso”, da consolidare a T.I. entro pochi mesi; con questa affermazione Flussi esaurisce un altro punto all’Ordine del Giorno della prossima riunione, pur dichiarando che la sua visita a Milano è incentrata sui temi più complessivi che finora ha illustrato.

Flussi, sollecitato da alcune specifiche domande sindacali, fornisce altri dati.

Si dice che in Rai ci siano troppi dirigenti.

La media nazionale del rapporto tra dirigenti e forza lavoro è di 3,7 % (cioè 3,7 dirigenti ogni 100 dipendenti).

La media Rai è di 2,7 %. Solo i metalmeccanici hanno tale rapporto inferiore al nostro.

Se consideriamo anche i giornalisti con area manageriale, il rapporto diventa 3,4 %, sempre inferiore alla media nazionale.

Si dice che in Rai ci siano troppi giornalisti.

I giornalisti sono 1600. Troppi? Secondo Flussi sono troppi i TG e le rubriche legate ad essi, tanto è che si sta pensando di eliminare le edizioni “notte” del TG1 e del TG2.

In chiusura di incontro viene calendarizzato l’incontro con Meloni, Anastasia e Sciommeri per il 12 marzo, coi quali potremo affrontare le rimanenti “questioni operative” (vedi o.d.g.).

In chiusura di intervento ribadisce in altro modo la necessità di rivedere i costi del personale, portando ad ulteriore esempio le 3 mila persone che percepiscono annualmente 15 mila euro come parte “accessoriale” della busta paga (cioè indennità, maggiorazioni, straordinari, il cosiddetto “trascinamento”); di queste 3 mila, mille percepiscono più di 30 mila euro annui come tali voci.

Lorusso Caputi – Direzione Produzione TV

Secondo lui non c’è da preoccuparsi per il futuro del Centro di Produzione di Milano, perché Milano oramai ha ripreso a realizzare delle trasmissioni ideate “in loco”, trasmissioni cioè che non si può pensare di realizzare altrove se non a Milano, come quelle di Fazio o della Ventura; in sintesi, a differenza di altri Centri di Produzione RAI (Torino e Napoli), a Milano c’è ancora l’humus ideativo-produttivo.

Mecenate è stato realizzato proprio per mantenere (e anzi migliorare) la capacità produttiva di Milano; gli studi della Fiera non erano paragonabili come dimensioni o tecnologia a quelli di oggi in Mecenate. Adesso in quel polo produttivo partono altre 2 trasmissioni: X Factor e Hospital Central (fiction interamente in appalto realizzata presso lo studio 2000).

L’attenzione su Milano si manifesta anche col grosso lavoro svolto dalle Riprese Esterne Pesanti, soprattutto nell’ambito sportivo.

Viene assicurato l’impegno aziendale per la continuità di commesse su Milano.

Lorusso Caputi è conscio dell’arretramento tecnologico in cui versa la RAI, ed è convinto che dobbiamo essere i migliori, sia professionalmente che tecnologicamente. Ma se per far ciò saremo meno competitivi dal punto di vista organizzativo, allora diventerà un problema. La produzione deve dunque diventare più efficiente.

Nel 2009 verrà realizzato il nuovo controllo centrale digitale. Milano sarà la prima sede ad essere digitalizzata quando partirà la digitalizzazione del Tg 3 nazionale (adesso a Roma è in atto quella del Tg2).

In chiusura, Lorusso Caputi rassicura asserendo che in passato effettivamente si era pensato a uno spacchettamento della produzione e alla vendita di settori della stessa, ma oggi si è deciso di invertire la tendenza.

RSU e Segreterie Territoriali CGIL-CISL-UIL-SNATER-UGL

Il Sindacato ha dapprima confutato in modo sistematico le tesi espresse dall’Azienda, non perchè non siano vere, quanto per il taglio espresso dalla controparte, che vede quasi esclusivamente nel suo personale e in particolare nei costi dello stesso la deriva deficitaria della RAI. Se un’Azienda vuole rinnovarsi deve progettare continuamente il suo futuro e, di conseguenza, deve chiedere dei relativi sforzi ai suoi dipendenti, incentrati in modo massiccio sulla rivisitazione del contenuto delle figure professionali, mentre in questo caso si assiste ad una sorta di accettazione aziendale dell’ineluttabilità di alcuni processi a parer suo incontrollabili (quale, appunto, il costo del lavoro), fino a quando in modo altrettanto ineluttabile si sgretola il castello di fronte all’evidenza del deficit e quindi l’intera comunità aziendale dovrà giocoforza occuparsi dell’urgenza della situazione: una sorta di fatalismo, una parabola discendente inaccettabile dal Sindacato di Milano, che rilancia il tema centrale della discussione proponendo un reale governo dei processi complessivi di rilancio e di rinnovamento tecnologico; in tal senso la destinazione, in questo caso a Milano (dato che la discussione è di carattere generale, ma si sta contemporaneamente parlando del futuro dell’insediamento milanese), di alcune innovazioni, che vanno dalla digitalizzazione completa del Controllo Centrale, alla medesima operazione per l’area News, e alla “salita direttamente da Milano”, proposta dal Sindacato, su un canale digitale terrestre (ad esempio quello inutilizzato dopo l’abbandono di RAIUtile) di trasmissioni sportive in 16/9 prodotte a Milano (Formula 1, Europei, ecc) e ovviamente dagli altri Centri di produzione, vedranno la più ampia disponibilità del Sindacato a rivedere radicalmente i modelli organizzativi dei reparti interessati, proponendo dunque una “flessibilità interna” a fronte di progetti che realisticamente riporterebbero la RAI ad avere un ruolo centrale e non più defilato nel panorama dei grandi Network italiani. In questo senso, stanti le figure professionali presenti in RAI, è già possibile un loro immediato riutilizzo (Operatori per i Servizi dei TG per ridurre gli Appalti, Montatori che utilizzino le nuove tecnologie non lineari, così come oggi utilizzano i Beta, Webmaster e Amministratori di Sistema come evoluzione delle varie figure professionali). Il Sindacato consegna alla RAI la Relazione della RSU sulla Televisione della Svizzera Italiana, chiedendo che vengano accolti alcuni spunti contenuti in quella organizzazione del lavoro, considerando che la TSI ha appena rinnovato tecnologie e figure professionali in modo dinamico e incentivante.

Il Sindacato, RSU e Territoriali, mai come in questa occasione è riuscito a portare fino in fondo la sua tesi, che è stata per anni l’asse portante della Vertenza Milano, ma oggi si colloca al di sopra di un rilancio esclusivamente milanese, sfrondando dalle ambiguità e dall’omertà la situazione in cui si trova la RAI. Al termine dei vari interventi il Sindacato ha concluso chiedendo l’istituzione immediata di un tavolo Tecnico tra le parti, con la presenza fin dai primi incontri del Presidente Petruccioli, che possa affrontare progetti e riorganizzazioni e preparare in modo approfondito un Convegno dove l’incontro tra i vari soggetti Istituzionali veda la RAI fortemente propositiva e determinata nella ricerca di possibili sinergie.

Flussi e Lorusso Caputi, che si dichiarano “non ancora pronti” ad affrontare nello specifico i temi sollecitati dalla RSU, parleranno col Presidente e col Direttore generale per definire la partecipazione delle varie entità culturali ed economiche lombarde a tale Convegno, considerato preparatorio al tavolo istituzionale (regione, provincia, comune) in progetto da molto tempo, tanto

ventilato ma mai realizzato.

RSU RAI MILANO Milano, 7 febbraio 2008

IN VISITA ALLA TELEVISIONE DELLA SVIZZERA ITALIANA

PERCHÉ LA RTSI

Come in tutte le cose della vita, per migliorare, bisogna confrontarsi con chi ci sta intorno. La capacità di chi vuole e deve cambiare per rimanere al passo coi tempi passa attraverso la capacità di fare sistema mettendo in primo piano gli obiettivi a cui tendere. Una televisione che si assume l’onore e l’onere di essere il “Servizio Pubblico Radio-Televisivo”per eccellenza deve avere ben chiara la “missione”.

Il Servizio Pubblico Radio-Televisivo svizzero è rappresentato dalla SRG SSR. È organizzata come un gruppo nazionale con strutture regionali. Sul piano organizzativo comprende sette unità aziendali nelle quattro regioni linguistiche: italiana, tedesca, francese e romanda..

La RTSI si occupa della produzione e della emissione dei programmi televisivi in lingua italiana per la Svizzera Italiana.

Fondamentalmente sono tre i motivi che ci hanno portato a questa visita:

- Rappresenta un Servizio Pubblico di eccellenza, come dovrebbe essere la RAI negli obbiettivi e nei contenuti. L’assetto organizzativo del gruppo e i valori aziendali permettono una autonomia decisionale tale da poter perseguire la missione: informare, offrire momenti di svago e contribuire all’educazione e allo sviluppo culturale; incoraggiare la formazione democratica dell’opinione, l’informazione della società e l’identità culturale.

- È una realtà televisiva al passo con l’innovazione tecnologica (catena produttiva totalmente digitale, canali televisivi in formato 16/9, emissione in tecnologia digitale terrestre, canale ad alta definizione) con una nuova sede a Comano, presso Lugano, entrata in funzione nel luglio 2006. È, quindi, una realtà molto vicina a noi ma solo dal punto di vista geografico.

- Dal punto di vista dimensionale è una struttura industriale paragonabile al nostro Centro di Produzione. Dal punto di vista numerico i dipendenti della RTSI sono circa 900 (comprendendo anche la Radio Svizzera Italiana situata in un’altra palazzina).

I SOLITI LUOGHI COMUNI

Quando si dice Svizzera si pensa subito all’ordine e alla pulizia. E la RTSI non poteva esimersi da questo “luogo comune”. È sufficiente fare un confronto con i nostri corridoi: qui c’è sempre qualcosa che “ostruisce” il passaggio. Che siano sedie o parti di scenografie in attesa di essere riposte in un “non luogo”, armadi metallici che suppliscono ad archivi sempre troppo poco capienti, contenitori più o meno utili ad uso promiscuo per non parlare degli scatoloni di bobine magnetiche parcheggiate dovunque.

L’innovazione tecnologica passa anche per la pulizia degli spazi fisici.

GLI SPAZI FISICI

Il centro di produzione della TSI è composto da uno Studio TV di ripresa grande, uno Studio TV di media dimensione e tre Studi TV piccoli destinati alla realizzazione dei prodotti di informazione (TG, programmi di approfondimento e sport), con utilizzo di scenografie virtuali.

Occorre sottolineare che, dal punto di vista produttivo, i programmi televisivi prodotti in sede non hanno una complessità elevata (tanto per fare un esempio non sono come “Quelli che…il calcio” ma del tipo “Italia sul 2”). Le scenografie sono ottimizzate per essere spostate il meno possibile e hanno soluzioni flessibili per un veloce cambio di scena.

La nuova struttura immobiliare è stata progettata in modo che i laboratori scenografici e le strutture accessorie abbiano accesso veloce e ravvicinato agli Studi. Tutto al piano terra.

Uffici e redazioni sono distribuiti su tre piani in base alle seguenti macroaree: News, Sport e Intrattenimento.

A differenza dei nostri Studi, alla TSI la regia è in un unico ambiente. Ogni addetto allo Studio ha una sua postazione. Tra loro sono in contatto diretto mediante l’uso di cuffie e microfono e si possono vedere fisicamente anche se sono disposti a modo di auditorium, a file, ad altezze diverse.

Mediamente gli addetti sono 7/8. I profili professionali sono simili ai nostri ad eccezione del Programmista Regista che nel caso svizzero si chiama Producer. La competenza di alcuni profili sono allargati in base anche alla diversa complessità produttiva in oggetto. Ad esempio nel caso delle News l’Operatore Cameraman svolge quasi totalmente il lavoro dietro una consolle (controllo camere e luci comprese) programmando le scene di memoria in sequenza in base ad una scaletta predefinita; il Producer opera anche sul mixer video.

Naturalmente la spiegazione così com’è non può essere esaustiva. E non lo potrà essere anche per il resto. Tutto ciò serve solo a dire che il passaggio dal “vecchio” al “nuovo” ha necessariamente bisogno di essere affrontato nei tempi e nei modi appropriati.

PROBLEMATICHE NEL PASSAGGIO DAL “VECCHIO” AL “NUOVO”

Non si tratta di cancellare la storia lavorativa passata. Né si tratta di perdere diritti più o meno acquisiti. Questi non sono direttamente messi in discussione dalla tecnologia in quanto tale. Ma fondamentalmente dalle varie “leggi sul lavoro” che scambiano la cosiddetta “flessibilità” in “precarietà” quasi permanente. E anche in Svizzera questo non manca. Una cosa ulteriore, però, si può dire: in Svizzera l’orario di lavoro è molto flessibile (fino a quattordici ore); vi è la possibilità che le ore lavorate oltre il normale turno di lavoro confluiscano in un monte ore di recupero giornate.

Per tornare al come affrontare l’innovazione tecnologica e le conseguenze che ciò comporterà sulle figure professionali, sui modelli produttivi e, non meno importante, sulle funzioni di gestione, amministrazione e coordinamento delle diverse redazioni, alla TSI hanno portato avanti il processo di cambiamento nel modo più pragmatico possibile:

- si sono dati un tempo ben preciso (ci è stato riferito che rispetto alla data prevista di messa in onda hanno avuto un ritardo di una settimana)

- hanno previsto pochi livelli gestionali e amministrativi

- hanno definito un tempo quantificato in alcuni mesi per la formazione e riqualificazione del personale interno (impiegatizio, tecnico, giornalistico)

- hanno deciso, dopo un percorso di confronto azienda-sindacato, i profili professionali nuovi, ex-novo, quelli da modificare, quelli da eliminare

- fondamentale la collaborazione con la Sony, leader mondiale nel settore broadcasting, con la quale hanno progettato e sviluppato tutto l’apparato tecnologico

- hanno previsto un periodo di aggiustamento e di possibile revisione sulle decisioni prese in partenza in modo da ottimizzarle e modificarle rispetto alle esigenze produttive. Comunque, ogni qual volta si dovesse presentare una esigenza di modifica, il periodo di tempo risulta essere non superiore ai sei mesi (mi verrebbe da dire come da noi!!!).

LA TELEVISIONE DIGITALE

Per ora solo la RTSI, rispetto ai Centri di Produzione degli altri Cantoni Svizzeri, è totalmente digitalizzata: trasmette su due canali DTT (Digitale Terrestre TSI1 e TSI2) e un canale in Full-HD (Alta Definizione 1920×1080 pixel). Tutta la catena produttiva, dalla telecamera dello Studio al segnale in emissione, è digitale in formato video 16/9.

Dal punto di vista dei collegamenti interni al Centro di Produzione le risorse tecnologiche sono strutturate su due ordini che possiamo definire paralleli.

Il primo costituisce il supporto fisico vero e proprio (point-to-point): collegamenti via cavo in tecnologia SDI (matrice 128×128) con risorse gestite da terminale dedicato. Un schema molto semplificato viene rappresentato sotto.

Collegamenti fisici RTSI – Centro di Comano (schema semplificato)

La seconda tipologia di collegamenti è quella realmente rivoluzionaria per un broadcaster. Tutta la contribuzione per le lavorazioni di post-produzione (ex-RVM), grafica, montaggio, editing complesso, archivio permanente e temporaneo, pianificazione e palinsesti seguono la filosofia della condivisione delle risorse mediante una rete dedicata definito come sistema operativo “Open Media” (un formato di file multi piattaforma che permette l’interscambio di materiale digitale multimediale tra i diversi software ed applicazioni audio e video).

Rimane una parte residuale RVM, ma solo come interfaccia per il trasferimento su file.

La lavorazione, il controllo e la gestione avviene attraverso 81 WorkStation (WS), delle quali 6 dedicate alle lavorazioni complesse. Tutti gli utenti sono interfacciati con il sistema informativo e possono utilizzare le risorse.

Collegamenti IP – Open Media RTSI – Centro di Comano (schema semplificato)

Nel capitolo precedente si è cercato brevemente di descrivere il cambiamento dal vecchio al nuovo. A questo punto occorre fare un piccolo approfondimento per i profili professionali cosiddetti di confine.

Nel settore dell’informazione (News e Sport) il giornalista la fa da padrone (sia in televisione che in radio). La tecnologia “custom made” (cioè fatto su misura, personalizzato) permette l’uso di uno strumento in genere complesso anche da parte di persone che hanno un livello di conoscenza tecnica medio-bassa. Per intenderci, per i servizi da telegiornale, il giornalista opera in totale autonomia alla “postazione WorkStation”: estrae l’informazione video-audio dal server (scaricate dall’eventuale telecineoperatore o prese dall’archivio), esegue la sequenza immagini, fornisce lo speech e, completato il servizio, lo mette a disposizione in tempo reale per la messa in onda attraverso il gestore chiamato “Media Manager”.

Come si può dedurre la professione “cannibalizzata” risulta essere la figura del montatore.

Solo nel caso di montaggi complessi (ad alta specializzazione tecnico-artistica) è previsto il montatore.

Un elemento tecnico che assume grande importanza è sicuramente la codifica di archiviazione. Data l’immane quantità di informazioni, il mantenimento della qualità, la necessità di estrarre nel modo più semplice e breve possibile le informazioni e i contenuti in archivio, la gestione e l’ottimizzazione delle risorse è stata introdotta una nuova professionalità centrale: il “Media Manager”.

In un altro luogo, quello degli Studi, si verifica l’allargamento di alcune competenze professionali: come avevamo già detto precedentemente il cosiddetto “Producer” assume anche la caratterizzazione del programmista-mixer video; l’operatore assume anche il controllo video e delle luci. Tutto questo in ambito produttivo poco dinamico e prevedibile.

Un’ultima considerazione di merito sull’ organigramma gestionale,amministrativo e produttivo del Centro di Comano della RTSI. Chi ci ha gentilmente ospitati ci ha riferito della estrema riduzione di interposizione dei livelli decisionali. Ciò porta a dire che la strutturazione tecnologica permette di organizzare la produzione in ambiti più ristretti e a contatto ravvicinato.

Redatto per la RSU RAI Milano da Mauro Zorzan

(per la visita al Centro di Comano della RTSI erano presenti: Aldo Basili, Giorgio Calabria, Andrea Corbella, Giovanni Ferrario, Silvio Palombella e Mauro Zorzan)

RSU RAI MILANO Milano, 2 aprile 2008

IN VISITA A MEDIASET

Alcuni rappresentanti della RSU RAI di Milano (Giorgio Calabria, Andrea Dalla Longa, Mauro Zorzan e, come tecnico di laboratorio, Franco Cavallini) hanno visitato il piccolo e storico Centro di Produzione di Segrate (Milano2). Per questo si ringrazia un lavoratore di Mediaset, collega sindacalista, che ha fatto da tramite.

A Segrate c’è ben poco: si produce il “TG4” e “Studio Aperto”; vi sono poi le Redazioni del “TG5” e di “Striscia la notizia”. È a Cologno Monzese che è presente il grosso dell’attività produttiva.

La visita ha avuto come finalità quello di verificare il modello produttivo (workflow) di concezione digitale e vedere, in diretta e da dietro le quinte, l’edizione di “Studio Aperto” delle ore 12 e 30.

Due responsabili tecnici ci hanno accolto presentandoci nella Sala Corsi una serie di slides per fornirci chiarimenti sugli aspetti tecnologici:

- Postazioni giornalistiche Open-Media

- Acquisizione dati archiviazione a due livelli (alta e bassa qualità) con server e clip-server

- Distribuzione Rete IP

Questo l’estrema sintesi. Il sistema risulta complesso e ricorda, nel piccolo, la RTSI.

Il sistema è stato acquistato nel 1999 e risulta quindi superato dai tempi.

Ma concettualmente rimane lo stesso.

Lo Studio del telegiornale ha un modello produttivo incredibilmente dinamico: sequenza di contribuzioni molto serrata e modificabile all’istante.

Una prima suddivisione della operatività può essere fatta così:

- Regie (audio, video, controllo camere e luci)

- Servizi ausiliari (sala grafica e sottotitolazione, collegamenti telefonici ed esterni)

- Rete condivisa IP (isole montaggio on-line, messa in onda)

Tutti, o quasi, gli operatori sono visibili fra di loro; la condivisione delle informazioni avviene via terminale computer (scaletta elettronica di riferimento in tempo reale modificabile in pochissimi secondi).

Il regista rimane la professionalità di totale riferimento e tutto lo staff di Studio è in ascolto via cuffia (a parte il tecnico audio per evidenti motivi professionali).

Tutta la catena tecnologica rimane digitale.

Dal punto di vista della “logistica” preparatoria non si è più legati fisicamente ad una “saletta”. Qualunque terminale di tipo “client” può andare bene per lo scopo.

In fase di produzione esecutiva finale (emissione) si passa attraverso la condivisione delle informazioni: la “scaletta” in formato metadati. Questa viene messa a disposizione per tutte le professionalità presenti nella produzione news.

Per quello che abbiamo potuto vedere il modello produttivo non ha apportato una diminuzione del numero delle professionalità in fase di attuazione ed emissione.

Risultano evidente, come precedentemente era stato visto con la visita alla RTSI, le professionalità di confine: giornalista, montatore, documentatore.