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Volantino manifestazione sciopero Rai di lunedì 19 luglio 2010

Sindacato Lavoratori Comunicazione

NO AL PIANO INDUSTRIALE.

SCIOPERO LUNEDI’ 19 LUGLIO CON MANIFESTAZIONE E CORTEO

DA VIA CERNAIA A VIA VERDI

La SLC-Cgil ha proclamato per lunedì 19 luglio uno sciopero di una giornata di tutti i dipendenti del gruppo RAI.

A Torino si terrà la manifestazione nazionale, con un corteo che partirà alle ore 10:00 da via Cernaia 33, di fronte a Porta Susa, e sfilerà fino al Centro di Produzione di via Verdi.

Lo sciopero è stato indetto per contrastare il piano industriale RAI, per la tutela dei posti di lavoro, contro il disimpegno sul territorio piemontese e per un reale rilancio del servizio pubblico radiotelevisivo.

Riteniamo che il Piano Industriale RAI, presentato nelle scorse settimane, invece di porre le premesse per il recupero del ruolo del servizio pubblico come elemento di democrazia e pluralismo, unità e comunanza di identità e linguaggi, si limiti ad un taglio di attività, di beni e di personale confermando il semplice ruolo di RAI come centro di spesa verso grandi aziende esterne di produzione radiotelevisiva.

La RAI, in questo modo, rischia di perdere definitivamente la sua reale vocazione di grande impresa di produzione culturale, rinunciando al ruolo di azienda di comunicazione di massa in grado non solo di garantire pluralismo e libero accesso all’informazione, ma anche di stimolare la crescita civile del Paese, favorire l’inclusione sociale e il pieno senso di cittadinanza.

Questo piano industriale rappresenta la negazione del ruolo di RAI come azienda di produzione culturale, come fabbrica pubblica di nuovi linguaggi e stili comunicativi; come laboratorio di ideazione, progettazione e produzione di format in grado di parlare a ceti e generazioni diverse, ai nuovi e ai vecchi italiani, a chi si affaccia per la prima volta al nostro Paese e alla sua cultura.

Per rilanciare il servizio pubblico e la sua autorevolezza è quindi necessario che RAI si riappropri della capacità di ideare e realizzare informazione e attualità, intrattenimento e fiction, valorizzando risorse e competenze interne, sfruttando al meglio le nuove tecnologie e incrementando la qualità del prodotto offerto.

L’abbonamento alla televisione deve così tornare ad essere non una delle tante imposte che gli italiani sono obbligati a riconoscere allo Stato, ma il contributo e il sostegno ad un reale servizio pubblico che veda percepito, riconosciuto e condiviso il proprio ruolo e identità.

In questo senso ci parrebbe tanto più grave e intollerabile la scelta di RAI di disinvestire da Torino che metterebbe a rischio centinaia di posti di lavoro diretti e indiretti (i palazzi di via Cernaia, via Verdi, corso Giambone e via Rossini occupano circa 1.000 dipendenti RAI e altrettanti lavoratori a tempo determinato o dell’indotto) e priva la città, con il pretesto del taglio dei costi generato da Direzioni no-core (Servizi Generali, ICT, Amministrazione, Abbonamenti, Paghe e contributi), dalle Riprese Esterne e dal Trucco-Parrucco di importanti competenze tecnologiche e amministrative indispensabili a qualsiasi azienda, nonché del volano economico creato sul territorio da una grande realtà produttiva.

Al termine della manifestazione, alla quale hanno aderito anche le realtà politiche, amministrative e dell’associazionismo, sono previsti gli interventi dei delegati di Torino, delle altre sedi presenti, della Camera del Lavoro di Torino e della segreteria nazionale di categoria.

Torino, luglio 2010    SLC-CGIL TORINO