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Comunicato Snater Piano Industriale

Il Piano Industriale presentato dal D.G. Masi alle OO.SS. non è, come da lui stesso definito, un Piano “prendere o lasciare”. Proprio il suo carattere tassativo solo nel numero di milioni di euro (200) da tagliare da qui al 2012 ha permesso la sua “approvazione all’unanimità” da parte del Consiglio di Amministrazione Rai e questo anche grazie alla sua struttura abbozzata in linee guida. Ogni capitolo che concorrerà al risanamento sarà affrontato in Azienda e con i Sindacati in appositi “Cantieri” che ne dovranno definirne la fattibilità.

Il D.G. nell’esporre il quadro generale ha tenuto a sottolineare che il trend per le televisioni è: un sostanziale calo degli ascolti delle Reti Generaliste (che vanno quindi da parte Rai presidiati) ed una crescita di interesse per le Reti Specializzate, settore nel quale la Rai, dopo la discesa da Sky, è diventata leader (7% degli ascolti) con l’offerta delle Tv Tematiche free sul Digitale Terrestre (mentre la scelta della Pay Tv è per Rai non percorribile usufruendo già del canone di abbonamento). Sempre nel quadro generale il D.G. ha illustrato le motivazioni delle difficoltà economiche che ci porterebbero nel 2012 a 200 milioni di rosso, riconducibili sostanzialmente al calo degli introiti pubblicitari ed all’aumento dell’evasione del canone.

Parte del disavanzo (circa il 50%) sarebbe recuperato con l’aumento della raccolta pubblicitaria che la Sipra, con nuovi strumenti, operebbe proprio nel nuovo mercato delle Tv Specializzate e parte dalla lotta all’evasione dotandoci di una nuovo accordo con la Guardia di Finanza.

Sul fronte della razionalizzazione dei costi il D.G. ha esposto alle OO.SS. l’idea di voler accorpare, al di sotto di una nuova struttura (che lavorerebbe per Fascie-Generi-Canali), la decisione del “make or buy” di tutte le trasmissioni della Rai sempre lasciando alle reti le scelte editoriali.

Altro “cantiere” con la stessa filosofia per le News dove anche qui, fatte salve le prerogative editoriali, si potrebbe procedere ad una semplificazione ed un risparmio con la costituzione di una Agenzia News.

Un ulteriore tavolo di studio sarà sulla riduzione del costo del lavoro così come da accordo contrattuale 28 ottobre 2009 attraverso la ridefinizione di istituti contrattuali a detta dell’azienda “obsoleti”. Masi ha poi esposto una serie di settori sui quali l’Azienda vuole porre la propria attenzione per capire se attività fuori dal Core Business Rai sia conviente continuare a realizzarle internamente o portarle in outsourcing. Questo elenco, integrato anche dall’intervento del Direttore del Personale Flussi che ha ribadito la priorità del confronto con le OO.SS., comprende: riprese esterne, amministrazione, Ict, contabilità, abbonamenti, manutenzioni tecnologiche, trucco e parrucco. (Particolarmente in questi settori sarà concentrata l’incentivazione all’esodo).

Altro “Cantiere” sarebbe poi aperto su Rai Way, che, sfruttando la potenzialità dei suoi impianti di trasmissione, potrebbe realizzare utili oggi non esplorati. Il D.G., alla sollecitazione da parte del Sindacato di evitare vecchie strade tentate anni fa di possibili vendite dei nostri impianti, ha risposto ai presenti che non c’è alcuna intenzione di vendere i gioielli di famiglia.

Sempre Masi e sempre seguendo lo stesso metodo di lavoro del confronto, ha parlato di una possibile dismissione di Rai Corporation, di una razionalizzazione dei nostri Uffici di Corrispondenza all’estero e di Rai International. Propone una riorganizzazione societaria, con il possibile rientro in Rai, inevitabile per RaiTrade a suo parere, mentre per RaiSat la strada del rientro è già praticamente compiuta. Circa RaiNET siamo ad una fase di studio delle ipotesi da realizzare.

Il D.G. ha inoltre evidenziato gli ottimi risultati conseguiti nell’ultimo anno dalla Radiofonia (+30% di ascolti), ricordando che si era occupato direttamente del suo rilancio appena nominato D.G. Quindi anche in questo Piano Industriale per via Asiago ci sarà una particolare attenzione.