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RAI: sindacati, al via referendum per sfiduciare CDA e Direttore Generale

Slc Cgil, Fistel CISL, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater e Libersind-ConFsal, riuniti nel coordinamento nazionale dei delegati Rai, hanno deciso di proseguire le iniziative di mobilitazione.

Durante le recenti festività si sono concretizzati i primi effetti del Piano di “risanamento” dei vertici aziendali: la chiusura di Rai Corporation con il preavviso di licenziamento per 40 lavoratori della sede di New York, la chiusura degli uffici di corrispondenza di Mosca e Montevideo con ulteriori 8 licenziamenti, oltre alla chiusura di Rai internazionale con la difficoltà di ricollocazione di 90 lavoratori. Questa è stata la risposta conflittuale dell’azienda all’enorme partecipazione allo sciopero del 22 dicembre!

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Comunicato Stampa Referendum Sfiducia CDA RAI

Presidio IndigneRai 6 gennaio 2012

Ordine del giorno Consiglio Regionale Piemonte su Rai

ORDINE DEL GIORNO n. 602

Il Consiglio regionale

premesso che

-           la Rai costituisce patrimonio economico, produttivo, tecnologico e culturale di tutto il Paese;

-           in particolare, il Centro di produzione e il Centro di ricerca Rai di Torino sono delle importanti realtà per il Piemonte, caratterizzate da professionalità che costantemente si impegnano per il raggiungimento e mantenimento della mission;

-           in questi ultimi anni, il Centro di produzione Rai di Torino ha subito un progressivo depauperamento con conseguente perdita di posti di lavoro – dimezzati nell’arco degli ultimi vent’anni – e che oggi è fortemente sottoutilizzato;

considerato che, secondo le organizzazioni sindacali,

-           il piano di razionalizzazione che la Rai renderà operativo dal prossimo mese di gennaio prevede la vendita di Rai Way e la chiusura delle riprese esterne del Centro di produzione TV di Torino, con la conseguente necessità di ricollocare 40 persone;

-           le scelte del Consiglio di amministrazione della Rai prevedono la chiusura di Rai International, Rai Corporation, Rai Med e gli uffici di corrispondenza, oltre anche alla vendita dei cespiti immobiliari torinesi;

-           potrebbero essere trasferite le produzioni Rai-Gulp da Torino;

considerato che da più di sei mesi è vacante il posto di Direttore del Centro di produzione Rai di Torino e che non è stato ancora sostituito il Direttore della Direzione Finanza;

vista la persistente difficoltà della ricezione delle trasmissioni regionali della Rai sulla parte ovest del territorio piemontese, nonostante le richieste di risolvere il grave disservizio agli organi competenti;

esprime

-           un giudizio negativo per la decisione assunta dai vertici Rai di attuare un piano di razionalizzazione che ridurrebbe le capacità editoriali e produttive della sede di Torino;

-           solidarietà ai giornalisti impegnati nella difesa del loro lavoro e della loro professionalità

impegna il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori competenti

-           ad adoperarsi presso gli Organi di amministrazione della Rai, il Governo e ogni altro organo competente affinché sia scongiurata la chiusura o la riduzione di spazi produttivi nonché l’ulteriore impoverimento del palinsesto piemontese.

-           ad assumere informazioni in merito alla nomina del nuovo Direttore del Centro di produzione Rai di Torino e alla sostituzione del Direttore della Direzione Finanza;

-           a sollecitare ulteriormente la soluzione definitiva del grave disservizio relativo alla difficoltà di ricezione del segnale Rai.

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Testo del documento votato e approvato all’unanimità nell’adunanza consiliare del 29 dicembre  2011


Licenziati!

La lettera di licenziamento dei colleghi di RaiCorp

Auguri...respinti!

Da indirizzare al Direttore Generale sul suo indirizzo di posta Rai in risposta alla mail di “Auguri”.

SCIOPERO GENERALE RAI 22 DICEMBRE (intero turno)

Contro le scelte presenti nel Piano di ridimensionamento deliberato dal Consiglio di Amministrazione su proposta del Direttore Generale, Lorenza Lei.

Contro la finanziaria che, ancora una volta, colpisce i più deboli e coloro che hanno sempre contribuito.

• Contro la cessione degli impianti trasmittenti di Rai Way;

• Contro la chiusura delle Riprese Esterne;

• Contro la chiusura di Rai International, Rai corporation, Rai Med e gli uffici di corrispondenza, che identifica una chiara rinuncia all’investimento sul mercato estero;

• Contro la rinuncia alle trasmissioni calcistiche, che impoverisce ulteriormente il palinsesto e la capacità di attrarre la pubblicità;

• Contro la volontà di ridurre le capacità editoriali e produttive delle sedi Trieste, Bolzano, Aosta, Trento e Palermo;

• Contro la volontà di non rinnovare il contratto nazionale di lavoro. Questo Piano è assolutamente in continuità col Piano Industriale 2010/2012, impoverisce ulteriormente il salario dei lavoratori della Rai, colpendo con durezza proprio le aree a minor reddito;

• Contro il piano di riduzione di spazi produttivi che metta a rischio le assunzioni dei tempi determinati e la professionalità di tante risorse interne.

• Per il rilancio del servizio pubblico con: investimenti su risorse interne, internalizzazioni di produzioni, riduzione di appalti e consulenze sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo (si fa specifico riferimento alle tante consulenze inutili, ridondanti e molto onerose). Attenzione ai costi anche per la contrattualizzazione dei conduttori anche per più anni. Impegno delle parti a rivedere figure professionali e modelli produttivi, fusione di tutte le consociate in una unica azienda, con la riduzione dei vertici ad un unico Consiglio di Amministrazione, maggiore attenzione al palinsesto e alle modalità di assegnazione degli spazi pubblicitari.

Le OO.SS. non credono all’idea di una riduzione dei costi che passi attraverso il taglio degli investimenti e delle professionalità; abbandonare asset così strategici vuol dire seguire la lenta ed irreversibile desertificazione aziendale, la Rai, per la sua funzione, è un BENE COMUNE e sarebbe criminale procedere nel suo smantellamento.

Ai temi aziendali vanno aggiunti quelli nazionali e generali, la finanziaria di Monti pesa essenzialmente su lavoratori dipendenti e pensionati, colpendo soprattutto i redditi meno elevati, le famiglie numerose, i pensionati e le donne.

Ancora una volta ci si concentra sui soliti noti, salta completamente l’elemento equitativo della patrimoniale, colpendo solo superficialmente i ricchi sul patrimonio immobiliare, yacht, macchine di lusso e aerei privati (quasi sempre intestati ad aziende o con residenza all’estero), si torna invece a tassare le prime case oltretutto con una maggiorazione del valore catastale del 60%, non si fa chiarezza sull’Ici per la Chiesa; gli evasori non saranno toccati, il limite per l’utilizzo del contante rimane troppo alto e gli unici che saranno in difficoltà saranno i pensionati, che si troveranno costretti, con una pensione superiore ai 500 euro, ad aprire un conto corrente, con relativi costi.

Si allungano i tempi per arrivare all’età della pensione, colpendo in maniera pesantissima i nati il 1952, ben 6 anni di allungamento, e portando tutti, da subito, al sistema contributivo con una inevitabile riduzione del valore della pensione.

Inoltre, questo allungamento porterà un effetto pesantissimo sui lavoratori in uscita anticipata, le somme erogate, o che potrebbero essere erogate difficilmente compenseranno gli anni di spostamento per raggiungere il diritto alla pensione.

Si taglieranno risorse a regioni e comuni, i quali per mantenere i servizi, sanità etc, si troveranno costretti ad elevare Irpef e Imu sempre ai soliti noti, mentre si sta bloccando il provvedimento che intendeva ridurre i salari dei parlamentari portandoli in linea con il resto d’Europa.

Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater e Libersind-ConFsal, hanno valutato un pacchetto di iniziative per respingere il piano aziendale, unificando con esso la mobilitazione indetta a livello generale contro la manovra Monti.

Per questo il giorno 22 dicembre si svolgerà uno sciopero generale per l’intero turno di lavoro, con presidi, da individuare territorialmente, presso cespiti aziendali o istituzioni. Fa eccezione Roma per la quale, a livello nazionale, si individueranno luoghi istituzionali legati alle richieste d’incontro che saranno inviate in queste ore (si farà seguire indicazione precisa nei prossimi giorni).

Le OO.SS. faranno richiesta d’incontro, sui temi della cessione dell’asset Rai Way e della riduzione del perimetro aziendale al Ministero dell’Economia e Finanze e quello dello Sviluppo Economico, oltre ad una richiesta d’incontro alla Commissione di Vigilanza Parlamentare sulla Rai.

In preparazione dell’iniziativa del 22, nonostante i tempi stretti, le segreterie hanno costituito un pacchetto di assemblee da tenersi presso i centri di produzione e le sedi regionali inizialmente colpite dal Piano.

Napoli – il giorno 15 dicembre,

Roma – Asiago (per i lavoratori di Asiago, Mazzini, Teulada, Piazza Adriana, fontanella borghese) il 16 dicembre,

Torino – assemblea unica all’Auditorium il 19 dicembre,

Milano – assemblea unica il 20 dicembre,

Roma – Saxa Rubra ( per i lavoratori di Saxa Rubra, Dear e Salario) il 21 dicembre,

assemblea sulle sedi di Trieste, Bolzano, Trento, Palermo, Aosta, Firenze da concordare con la struttura nazionale, come definito nell’odierna riunione di segreteria nazionale, impegnata sullo specifico territorio, per tutte le altre sedi regionali si impegnerà la struttura territoriale e la Rsu a svolgere assemblee informative entro il 21 dicembre.

Roma, 12 dicembre 2011

LE SEGRETERIE NAZIONALI

Slc Cgil Fistel Cisl Uilcom Uil Ugl Telecomunicazioni Snater Libersind-ConFsal

Calendario Assemblee Lavoratori RAI

Calendario Assemblee Lavoratori del Gruppo RAI

• 15 dicembre – h. 14.30/17.00 CPTV Napoli c/o Auditorium

• 16 dicembre – h. 10.30/13.00 CPRF Roma c/o via Asiago 10 c/o Sala “A”

lavoratori in servizio presso i cespiti RAI di: viale Mazzini e dipendenze, Via Teulada, aziende del gruppo

• 19 dicembre – h. 10.30/13.00 CPTV Torino c/o Auditorium

lavoratori di tutti i cespiti di Torino

• 19 dicembre – h. 15.30/17.30 Sede Regionale Val d’Aosta

• 19 dicembre – h. 15.00/17.00 Sede Regionale per la Sicilia

• 19 dicembre – h. 10.30/12.30 Sede Regionale per la Toscana

• 20 dicembre – h. 14.30/17.00 CPTV Milano c/o Sala mensa

• 20 dicembre – h. 15.00/17.00 Sede Regionale per il FVG

• 20 dicembre – h. 11.00/13.00 Sede Regionale Alto Adige

• 20 dicembre – h. 15.00/17.00 Sede Regionale per il Trentino

• 21 dicembre – h. 15.00/17.30 CPTV Roma Saxa Rubra c/o mensa

lavoratori RAI in servizio presso i cespiti RAI di:

Saxa Rubra, Salario, Dear)

RAI: SLC CGIL, SIPRA svende la pubblicità’ RAI. Caso Fiorello: audience e vendite sottostimate

Slc Cgil denuncia il grave comportamento dei vertici Sipra che continua a svendere la pubblicità per il gruppo Rai.

Ultimo caso eclatante è lo show di Fiorello. “Il più grande spettacolo dopo il weekend” solo nella ultima puntata di ieri ha avuto l’attenzione di ben 13 milioni 401 mila telespettatori con uno share del 50,23%. Il management Sipra ha raccolto la pubblicità (sia spot che televendite) per il programma sottostimando le cifre di ascolto e calcolando conseguentemente basse tariffe per la vendita di spazi pubblicitari. Sulle stesse tariffe sono stati applicati sconti troppo alti. In breve: tra spot e televendite la raccolta si è attestata su 8.500.000 di euro a fronte di uno show il cui costo, tra esterni ed interni, è stato invece di 12.000.000 di euro.

Leggi tutto il comunicato qui: comunicato stampa sipra

Rai Roma – stato di agitazione

La RSU (CGIL CISL UIL UGL LIBERSIND) della Direzione Produzione di Roma unitamente alla Seg. Reg. dello SNATER proclama sin da subito lo stato di agitazione di tutti i lavoratori del CPTV di Roma, indicendo un’assemblea generale per il giorno 7.12.2011, dalle ore 14.30 alle 17.30 davanti alla sede RAI di Saxa Rubra, per manifestare fortemente contro le decisioni del C.d.A.

Rai: Ansa del 5 12 2011

(ANSA) – ROMA, 5 DIC – Sono oltre 600 i dipendenti Rai da
ricollocare a seguito delle misure anticrisi approvate dal cda
 della tv pubblica la scorsa settimana: secondo quanto si
 apprende da fonti sindacali, l’azienda ha comunicato che il
 taglio delle riprese esterne determinera’ una ricollocazione di
 475 lavoratori, mentre la chiusura delle produzioni di Rai
Italia interessera’ 140 dipendenti, di cui 40 giornalisti.

Le
misure comporteranno lo slittamento delle assunzioni previste 
nell’accordo di bacino del 29 luglio 2011. (ANSA).